La Villa Romana di Baronissi: un gioiello dell’archeologia

La Villa Romana di Baronissi: un gioiello dell’archeologia

La villa romana di Baronissi è un unicum archeologico e artistico in tutto il territorio della provincia di Salerno. Di fondazione tardo-repubblicana, probabilmente nasce come praedium rustico, di cui oggi resta solo il pian terreno della villa del dominus, in parte occultato dalla costruzione sovrastante della chiesa di S. Agnese, che, d’altra parte, l’ha anche preservata da eventuali abbattimenti e dall’azione degli agenti atmosferici. Nonostante i primi scavi di ampliamento risalgano agli anni sessanta, soltanto in tempi recenti il sito ha ripreso vita grazie all’Associazione Archeologandointour, che si sta impegnando per la sua riqualificazione e valorizzazione.

Infatti, per molti anni, la villa è stata abbandonata a se stessa, poco considerata della popolazione locale, alla quale quelle oscure rovine – che fanno pensare a delle catacombe – non suscitavano altro se non sentimenti di distacco e di indifferenza. In realtà gli ambienti a pian terreno, ed il grande criptoportico quadrangolare intorno al quale questi si aprono, saranno sfruttati solo a partire dall’età paleocristiana come luogo di sepoltura, e, successivamente, anche come ossario.

Anche se il tempo ha risparmiato ben poco di romano, fra cui le pareti costruite secondo la tecnica dell’opus reticulatum in tufo locale, nel XV secolo sono state ricavate delle cappelle gentilizie al suo interno da alcune famiglie nobili del posto, di cui tuttora si conservano alcuni affreschi tardo-gotici di pregevole fattura. Questa singolare commistione di epoche diverse conferisce alla villa un’aria affascinante e suggestiva, permettendo di ammirare in un contesto antico il limpido ed implacabile sguardo del San Michele, nonché di compiere salti temporali da un ambiente all’altro passando da un soffitto a cassettoni ad una volta a crociera. Le croci templari riscontrate su colonne tardo medievali, inoltre, sono un ulteriore elemento anacronistico che contribuisce ad alzare un velo di mistero sulla struttura.

Purtroppo gli affreschi – che oltre a quella del San Michele Arcangelo comprendono rappresentazioni della Vergine con Bambino, della Trinità, dell’Ascensione di Cristo, di Santa Caterina d’Alessandria e del San Leonardo – non versano in un ottimale stato di conservazione a causa dell’umidità e di interventi di restaurazione scellerati, tanto da rischiare di scomparire. Per questo l’Associazione Archeologandointour, che gestisce il sito, ha inaugurato nel settembre 2015 un’importante raccolta fondi #salviamogliaffreschidellavilla per preservare i meravigliosi affreschi tardo-gotici e per sensibilizzare la comunità tutta al recupero di un bene culturale, scrigno di storia, civiltà, arte e archeologia, una vera perla nel cuore della Valle dell’Irno.

Antonello Celentano

 

The Roman villa in Baronissi

The Roman villa in Baronissi is unique, both from an architectural and an artistic point of view, considering the whole territory of the province of Salerno. Probably founded in the late republican era, it originally was a praedium rustico, whose only remain is now the ground floor of the dominus villa, partly hidden by the construction of the St Agnes church up above which, as the same time, preserved it from being destroyed or ruined by the weather. Although the first excavations date back to the 1960s, the site has come back to life only recently thanks to the association Archeologandointour, that is committed to its requalification and promotion.

As a matter of fact the villa was abandoned for many years, and scarcely considered by the locals, who were unimpressed by those dark ruins, similar to catacombs. Actually it was only during early Christian years that the ground floor and the big rectangular portico were used as burial ground and, later on, as charnel house.

Even tough time has been harsh on the roman ruins, with the only exception of the tuff walls showing the opus reticulatum technique, later on here a few chapels were built by the local noble families with precious frescos from late gothic era. The mixed eras shown in the villa give it a fascinating and suggestive charm and give the chance to admire the clear and merciless sight of Saint Michael, moreover moving from one room to the other it will be like going from time to time, from coffered ceilings to cross vaults. The Templar crosses found on late mediaeval columns are a further anachronistic element adding a mystery veil on   building.

Unfortunately the frescos – not just the one with saint Michael archangel but also a Virgin with child, the trinity, the ascension of Christ, saint Christine from Alexandria and san Leonard – are in a bad condition due to dampness and atrocious restorations, so much so that they almost disappeared. This is the reason why the archeologandointour association has launched an important fundraising #salviamogliaffreschidellavilla ( let’s save the villa’s frescos) in September 2015 to preserve the marvelous late gothic frescoes and to attract the whole community to rescue such a cultural heritage, a treasure box of history, civilization, art and archaeology, a true pearl in the heart of the Irno Valley