Monteverde in Irpinia – terra di frontiera e di contrasti

Monteverde in Irpinia – terra di frontiera e di contrasti

Lo sguardo, libero da ostacoli, abbraccia il panorama che si estende al limitare fra Campania, Puglia e Basilicata.
Il vento soffia costante e la luce non filtrata rende ancora più vivo il colore della natura, delle montagne e dei prati che circondano il borgo di Monteverde.
Dal belvedere del Castello Baronale di Sangermano, l’Alta Irpinia si mostra fiera di sé, offrendo generosamente la sua bellezza a chiunque voglia perdersi fra le strette strade che s’inerpicano nel piccolo centro storico.
Tutte convergono al colle su cui sorge il fortilizio Longobardo, con le sue quattro torri medioevali e l’inconfondibile color ocra pallido della pietra locale.
Restaurato e restituito alla Comunità, che lo custodisce con amore e dedizione, è affidato alle cure dei volontari della pro-loco che accompagnano tutti i visitatori, attraverso il cortile interno e, poi, nella Sala del Trono.
Qui si può compiere un viaggio nel tempo e, calandosi sugli occhi l’oculus rift, virtualmente si rivedono gli arazzi, le pitture e gli arredi che ornavano il maniero; sembra che la storia di secoli si dipani per far rivivere la memoria di questi luoghi: da Roberto il Guiscardo a Goffredo conte di Andria, dai Grimaldi di Monaco ai Sangermano.
Lasciando il Castello s’incontrano i volti, segnati dal tempo, di chi abita questa terra, di chi accoglie con un sorriso i viaggiatori di passaggio e di chi sosta in Piazza Mastrilli a godere il sole.
La direzione da seguire è verso uno dei tre colli su cui si erge il borgo, il Serro dell’Incoronata, dove, accanto alle vestigia delle mura pelasgiche, trova rifugio un’antica leggenda popolare.
Si racconta che, qui, San Michele Arcangelo e Lucifero si combatterono così strenuamente che i colpi vibrati lasciarono i segni – ancora oggi visibili – sulle rocce circostanti; testimonianza dell’eterna lotta fra Bene e Male che, allora, vide vincitore il Santo.
La sosta sarà breve perché Monteverde, l’antica Castrum Montis Viridis, richiama alla sua grande ricchezza: la verde natura da cui deriva il suo nome ancestrale.
A pochi chilometri dall’abitato c’è il lago Aquilaverde, a monte della diga San Pietro. Le acque del fiume Osento, convogliate in questo bacino, rendono ancora più suggestivo un paesaggio già ricco di querce, e ancor più generoso un territorio già prodigo.

Percorrendo la strada che fiancheggia l’invaso, immersi nella commistione fra la fragranza degli alberi e l’odore dell’erba fresca, si può sperare di vedere un nibbio, un germano reale che cacciano, o di scorgere, in lontananza, una lontra che s’immerge silenziosamente.
E anche se la fortuna non assisterà i viaggiatori, non importa. Tornando in estate, ad agosto, questo specchio si animerà e diventerà uno splendido palcoscenico sotto le stelle; si potrà gioire dell’incanto della musica, della leggiadria dei ballerini e della magia delle luci del “Grande Spettacolo dell’Acqua”, ispirato alla vita di San Gerardo Maiella.
E così, dopo aver trascorso un solo giorno in questi luoghi, sembrerà di aver vissuto tante vite e non si potrà non pensare che l’Alta Irpinia resta terra di contrasti: fra luci e ombre, fra abbondanza e desolazione, fra orgoglio e rassegnazione; terra di frontiera in cui, ogni giorno, si lotta per conservare le tradizioni e per guardare al futuro, in cui si combatte per sopravvivere con la speranza di poterci restare.
Adele Sessa


 

Monteverde in Irpinia – land of frontier and striking contrasts

 

The sight, free from barriers, can embrace the view broadening from the borders between Campania and Apulia and Basilicata. The wind blows steadily and the unfiltered light makes the colours of the nature, the mountains and the fields around the village of Monteverde even brighter

From the belvedere of the baronial castle of Sangermano, the area known as Alta Irpinia appears in all its fierceness, generously offering her beauty to everyone willing to get lost among the narrow roads going up the tiny old village centre. They all lead to the hill where the small Langobard fort stands, with its four medieval towers and the unmistakable pale ochre of the local stone. Restored and returned to the Community that takes care of it with love and dedication, the fort is in the caring hands of the volunteers of the local tourism office who take all visitors first through the courtyard and then to the throne hall. Here you can travel through time and lowering the ocolus rift on your eyes, you’ll virtually see the tapestries, the paintings and the furniture decorating the mansion; the history of centuries long gone plays in front of you so you can revive the memories these place holds: from Robert Guiscard to Gottfriend, count of Andria, from the Grimaldis of Monaco to the Sangermanos.

Leaving the castle behind you’ll see the faces, marked by time, of the people who live in this land, the people who welcome with a smile both passers-by and also visitors enjoying the sun in Piazza Mastrilli.

Follow the route to the three hills upon which the village stands, namely the Serro dell’Incoronata, to find about the ancient legend hidden in the remains of the pelasgian walls. As the story goes, here Saint Michael the Archangel and Lucifer fought so strenuously that you can still see the marks of their blows on the rocks; testimony of the eternal fight between good and evil, which was then won by the Saint.

This will be a brief stop because Monteverde, known as Castrum Montis Viridis in the past, calls you back to its greatest richness: the green nature where its ancient name came from. Just a few kilometers away from the village there’s the Aquilaverde lake, upill from the dam of Saint Peter. The waters from the Osento river, carried in this pond, make the scenery, with its many oaks, even more impressive and make the already generous land even more bountiful.

Walking on the road along the pond, surrounded by the fragrance of the trees and the smell of the fresh grass, you may see a kite or a mallard hunting or even spot, far away, an otter silently plunging in the waters. Maybe you won’t get so lucky, but it doesn’t matter, really. If you come back in the summer, in August, this scenery will come to life and will transform into a wonderful stage underneath the stars; you will enjoy the enchanting music, the loveliness of the ballerinas and the magic lights of “The great water show” inspired by the life of Saint Gerardo Maiella.

And so, after spending just one day in this place, you’ll feel like you’ve lived many lives and you can’t help thinking Alta Irpinia is a land of striking contrast: between darkness and light, abundance and bleakness, pride and resignation; frontier land where people fight every day to keep their traditions alive and look to the future, a land where people fight to survive with the hope in their hearths to stay there forever.

 

 

Adele Sessa