Il Palazzo di Città di Salerno, tra marmi e storia

Il Palazzo di Città di Salerno, tra marmi e storia

 

Il Palazzo di città di Salerno è un esempio particolarmente ben riuscito di architettura razionalista, opera dell’architetto Camillo Guerra (1889-1962) un architetto napoletano che nel 1928, vinto il concorso di ingegnere capo del Comune di Salerno, si trovò ad affrontare – tra i suoi primi compiti – quello di trasferire la sede del Comune dal palazzo Sant’Antuono (nel centro storico) in una nuova sede, idonea ad essere la Casa Comunale di una città come Salerno, notevolmente cresciuta all’inizio del 900.

Le parole dell’architetto Guerra rendono come fosse sentito il problema in città.

“Assunta da me la direzione dell’Ufficio Tecnico, l’Amministrazione Podestarile mi pose tra i primi compiti il progetto del Palazzo di Città. Il tema bello e attraente e che, confesso, era stato forse il primo movente che mi aveva spinto ad accettare il posto vinto per concorso, incominciò a fomentare il mio pensiero fin dai primi giorni ma non riusciva a definirsi nella mia mente, per le manifeste contraddizioni in cui pagava ancora l’idea committente, che voleva vedere risoluta una serie di problemi connessi al fabbricato”

La risoluzione dei problemi connessi con la creazione di una grande Casa Comunale vide – dopo ben 13 soluzioni proposte dall’arch. Guerra al Podestà – la creazione del Palazzo, dotato di un grande porticato che poteva ospitare bar e attività commerciali, un cinematografo (l’attuale Teatro Augusteo), oltre a tutti gli spazi necessari al funzionamento di quella che oggi chiamiamo la macchina comunale.

Ciò fu possibile anche per merito di un materiale all’epoca ancora ritenuto innovativo, ovvero il cemento armato, che consentiva di creare grandi spazi ovvero il cinematografo al piano terra e – al piano superiore – una grande sala oggi nota come la Sala dei Marmi, oltre all’imponente scala che dal cortile consente di accedere direttamente al primo piano.

Possiamo dire che il Palazzo di Città di Salerno costituiva vanto per i Salernitani già all’epoca della sua costruzione e ancora oggi è motivo di orgoglio. Si ricordi che l’edificio assunse, pochi anni dopo la sua ultimazione (l’inaugurazione vi fu nel 1937), anche l’onore di essere sede del governo provvisorio Italiano (1944), quando le forze Alleate giunsero in città, dopo aver liberato l’intero Mezzogiorno d’Italia dall’occupazione nazista.

Lasciamo la parola alle immagini, alle fotografie del prospetto, del portico e della grande sala dei Marmi, ma anche a qualche disegno e foto originale dell’autore dell’opera, Camillo Guerra, materiale che io, nipote dell’ingegnere e suo omonimo, custodisco gelosamente anche nella memoria più intima e familiare.

Foto e testo: Camillo Alfonso Guerra


Salerno City hall, marbles and histories

The city hall in Salerno is a most extraordinary example of rationalist architecture, the work of Camillo Guerra (1889 – 1962) a Neapolitan architect who in 1928 became engineer in chief here in Salerno. One of the first challenges he had to face was to move the home of the city hall from Palazzo Sant’Antuono ( in the old part of town) to a new building, more suitable to be the city hall since Salerno had notably grown at the beginning of the 20th century.

Guerra’s very same word show us how tangible the issue was in town:

“Once I became director of the Office, the town council assigned me to design the hall. The very idea was challenging and exciting and, I must confess, this project was one of the reasons why I was prompted to go and work in Salerno. Ideas for the city hall started springing in my mind quite soon, as well as many contradictions, since there were many problems to solve”

These problems pushed Guerra to come up with 13 different projects to show the mayor until the perfect one was found: a Palace with a big portico with coffee bars and shops, a cinema hall (nowadays Teatro Augusteo) plus all the necessary areas for the city hall to work properly.

One of the reasons why the project came to life was a true innovation of the time: reinforced concrete, which allowed them to create big rooms such as the cinema hall on the ground floor and – upstairs – a big room nowadays known as Sala dei Marmi ( The marbles room ), besides the majestic staircase connecting the courtyard to the first floor.

We can affirm that the people from Salerno were proud of the building back then already, as much as they’re proud of it these days. One must not forget the building also proudly became the temporary home of the Italian government in 1944 when the winning allies arrived into town, just a few years after its opening ceremony in 1937.

Let’s the pictures do the talking, though, the front, the portico and the great marbles room but also a few drawings and original pictures of the author, Camillo Guerra. These materials I hold sacred as the engineer’s grandson and namesake in my most intimate and familiar memory.